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TV Time chiude, il fondatore riparte con Bingers

Dopo la chiusura di TV Time, Antonio Pinto prepara Bingers: una nuova app più sostenibile che recupererà cronologia, commenti e comunità.

14 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
TV Time chiude, il fondatore riparte con Bingers
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La chiusura di TV Time, popolare applicazione per tenere traccia di serie televisive e film, ha spinto oltre 25.000 utenti a firmare una petizione contro la decisione. Mentre il servizio si prepara a scomparire dagli store, uno dei fondatori originali, Antonio Pinto, ha annunciato un nuovo progetto: Bingers, piattaforma pensata per ricostruire le funzioni più apprezzate di TV Time e offrire alla sua comunità una destinazione alternativa.

Bingers ripartirà quindi dal modello che aveva reso riconoscibile l’applicazione precedente: registrazione degli episodi visti, gestione della propria cronologia e conversazioni tra appassionati dopo la visione. Pinto, che vive a Parigi, aveva venduto il servizio — allora chiamato TVShow Time — a Whipclip nel 2016. La società, oggi Whip Media, aveva prospettato una crescita significativa della base utenti grazie ai propri legami con Los Angeles.

Negli anni TV Time ha effettivamente raggiunto dimensioni considerevoli. I dati di Appfigures indicano più di 26,4 milioni di installazioni complessive, una platea che potrebbe contribuire ad avviare rapidamente la comunità del nuovo servizio. La componente sociale rappresenta uno degli elementi distintivi dell’esperienza: non tutte le applicazioni dedicate al tracciamento delle serie permettono agli utenti di discutere i singoli episodi e leggere le reazioni degli altri spettatori.

Bingers vuole diventare la nuova casa della comunità costruita attorno a TV Time

Quando ha saputo che Whip Media avrebbe progressivamente dismesso l’app per concentrare maggiormente le proprie attività sull’intelligenza artificiale, Pinto ha raccontato di aver provato tristezza. TV Time aveva accompagnato molti anni della sua vita e la comunità era diventata, nelle sue parole, “come un’altra famiglia”. Leggere i commenti pubblicati dopo ogni episodio costituiva un rituale personale condiviso con numerosi utenti. Da qui la decisione di costruire “la nuova casa” di quella comunità.

Il progetto nasce anche per correggere problemi tecnici ed economici accumulati dal servizio precedente. Secondo Pinto, le prestazioni di TV Time provocavano spesso caricamenti lenti e rendevano l’infrastruttura costosa da gestire. Gli elevati costi dei server avrebbero contribuito alla chiusura, mentre il piano di abbonamento premium riusciva a coprire appena il 10% delle spese, anche a causa delle dimensioni raggiunte dalla comunità.

Il piano premium copriva appena il 10% degli elevati costi dei server

La nuova applicazione è stata perciò progettata con un’architettura capace di mantenere più bassi i costi operativi e aumentare la sostenibilità del servizio. Pinto sostiene inoltre che Bingers risponderà più velocemente quando un utente contrassegnerà un episodio come già visto, anche in presenza di milioni di connessioni simultanee. Efficienza infrastrutturale e rapidità diventano così parte integrante del modello di prodotto, non semplici miglioramenti dell’interfaccia.

La continuità dipenderà soprattutto dalla migrazione dei dati. Bingers consentirà di importare gli archivi personali di TV Time ottenuti attraverso lo strumento di esportazione conforme al GDPR, disponibile prima della rimozione dell’app dagli store fissata per il 15 luglio 2026. L’importazione, già attiva sul sito di Bingers, trasferirà la cronologia delle visioni e permetterà, secondo Pinto, di ricreare anche i commenti della comunità.

Cronologia e commenti potranno essere recuperati attraverso l’importazione degli archivi

Il debutto su App Store e Google Play è previsto entro la fine di luglio 2026. Nel frattempo il sito raccoglie iscrizioni a una lista d’attesa che avviserà gli utenti al momento del lancio. La rapidità della transizione, insieme alla possibilità di recuperare dati e conversazioni, punta a evitare la dispersione di una comunità costruita in anni di utilizzo, mentre la nuova architettura dovrà dimostrare di poter sostenere nel tempo la sua stessa crescita.

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