Thales ha presentato cinque applicazioni e soluzioni di cybersecurity che coprono crittografia post-quantistica, sicurezza dei dati, protezione del software e operazioni degli agenti IA. Gli annunci sono arrivati al Thales Cyber Summit di Parigi, il 1° ottobre 2026, mentre le organizzazioni affrontano minacce informatiche sempre più automatizzate e alimentate dall’intelligenza artificiale. Il portafoglio affianca strumenti destinati a proteggere informazioni e applicazioni a un approccio globale per rilevare gli attacchi e rispondere in tempo reale, riducendo la dipendenza dai tempi dell’intervento umano.
La componente dedicata al rischio quantistico è Luna 8, un modulo hardware di sicurezza progettato per proteggere i dati critici dalle minacce emergenti del calcolo quantistico. Il sistema utilizza la crittografia post-quantistica per affrontare il possibile impatto di questa tecnologia sugli attuali metodi di cifratura. Per le imprese, la questione riguarda sia le informazioni sensibili sia l’infrastruttura crittografica che le protegge. Tra i rischi considerati c’è la raccolta di dati cifrati da parte di avversari che potrebbero conservarli oggi con l’obiettivo di decifrarli in futuro.
Sul fronte delle informazioni aziendali, CipherTrust Data Security Posture Management, o DSPM, impiega l’IA per aiutare le organizzazioni a individuare e proteggere i dati sensibili presenti nei propri ambienti. Alla capacità di identificazione si aggiungono opzioni di mitigazione automatizzata. L’obiettivo dichiarato è accorciare l’intervallo tra la scoperta di un problema di sicurezza dei dati e l’azione necessaria per affrontarlo. L’automazione entra quindi nel passaggio operativo che collega la visibilità sulle informazioni alla loro protezione, con un’attenzione specifica al tempo richiesto per intervenire.
Sentinel Envelope+ riguarda invece la protezione del software dagli attacchi potenziati dall’intelligenza artificiale. Thales ha spiegato che la tecnologia è progettata per contrastare nuove tecniche di attacco rese possibili dai progressi dell’IA. La stessa capacità di automatizzare attività che sostiene gli strumenti difensivi può essere impiegata dagli attaccanti per aumentare la scala delle proprie operazioni. La sicurezza delle applicazioni deve così confrontarsi con modalità di aggressione che evolvono insieme agli strumenti di intelligenza artificiale.
Un altro tassello è l’ampliamento della collaborazione con Google Cloud per proteggere le operazioni dell’IA agentica attraverso AI Security Fabric. L’approccio copre agenti, dati e interazioni lungo il ciclo di vita dell’IA. Il passaggio dalle applicazioni generative convenzionali a sistemi capaci di compiere azioni e interagire con le risorse aziendali porta nell’architettura di sicurezza due esigenze operative: controllare gli accessi degli agenti e proteggere i flussi di dati. Il perimetro della difesa comprende così anche le interazioni attraverso cui questi sistemi svolgono le proprie attività.
Thales ha inoltre delineato un approccio globale alla cybersecurity che punta a rispondere alle minacce guidate dall’IA alla velocità delle macchine. Il modello combina intelligence sulle minacce, tecnologie di sicurezza informatica e competenze specialistiche per sostenere il rilevamento e la risposta agli attacchi automatizzati. L’azienda lo rivolge in particolare alle organizzazioni e agli ambienti critici, dove la rapidità di un attacco può comprimere il tempo disponibile per l’intervento umano. La velocità della risposta diventa quindi una componente esplicita dell’impostazione difensiva.
Il vicepresidente esecutivo responsabile di Cyber & Digital Identity ha collegato questi sviluppi alla resilienza delle società. Nel suo intervento ha descritto l’avanzamento dell’IA come una trasformazione profonda, accompagnata da rischi reali e da possibilità di progresso. Ha inoltre indicato nella protezione di tecnologie, dati, applicazioni, identità e infrastrutture una condizione per costruire fiducia attorno alle tecnologie emergenti. La prospettiva espressa dall’azienda estende dunque il tema della sicurezza all’insieme delle risorse su cui poggia questa trasformazione.
Il gruppo dichiara investimenti annui in ricerca e sviluppo pari a 4,5 miliardi, distribuiti tra ambiti che comprendono intelligenza artificiale, cybersecurity, tecnologie quantistiche e cloud. Con oltre 85.000 dipendenti in 65 Paesi, Thales colloca le nuove proposte all’interno di un’attività di ricerca che attraversa più aree tecnologiche. La protezione delle tecnologie emergenti si inserisce così in un impegno industriale che comprende tanto l’IA quanto il quantistico e il cloud.