Robinhood ha costruito Earn sull’infrastruttura di Morpho, rete aperta del credito che dichiara oltre 14 miliardi di dollari di depositi. La scelta porta il credito onchain dentro una piattaforma rivolta al mercato retail senza ricorrere a uno stack proprietario: Robinhood gestisce l’esperienza del cliente, mentre una serie di operatori specializzati presidia infrastruttura, rischio e regolamento delle transazioni.
Per Paul Frambot, amministratore delegato e cofondatore di Morpho, l’integrazione segnala il valore delle infrastrutture aperte. La rete è permissionless e permette a prestatori e prenditori di competere in tempo reale, con l’obiettivo di produrre condizioni e rendimenti più efficienti per gli utenti. La decisione di collegarsi a un sistema esistente, anziché costruirne uno chiuso, indica secondo Frambot che l’open infrastructure sta diventando l’approccio scelto dalle piattaforme più strutturate per il credito onchain.
Il funzionamento parte dal deposito del cliente in Robinhood Earn. Per ogni utente viene creato un wallet non custodial personale, attraverso il quale il titolare conserva il controllo degli asset. Il saldo confluisce quindi in un Morpho Vault, una strategia programmabile e non custodial che distribuisce il capitale tra mercati del credito selezionati, applicando regole definite in anticipo da un curatore.
I fondi vengono messi a disposizione dei prenditori e gli interessi generati ritornano agli utenti di Earn sotto forma di rendimento. L’infrastruttura aperta e sempre operativa consente, nelle modalità descritte da Frambot, di ritirare il capitale liberamente, senza periodi di blocco né ritardi. Il prodotto cerca così di rendere accessibile il credito onchain attraverso un’interfaccia consumer, lasciando sullo sfondo la complessità dei passaggi tecnici.
La struttura comprende altri tre componenti. USDG è la stablecoin ancorata al dollaro che permette ai saldi di muoversi e generare rendimento onchain, svolgendo di fatto la funzione di dollaro digitale. Steakhouse Financial cura il vault: stabilisce parametri di rischio e criteri di ammissibilità, decide verso quali Morpho Markets indirizzare i depositi e gestisce continuativamente il rischio di credito. Robinhood Chain fornisce invece il livello di settlement ed esegue le transazioni necessarie al flusso.
La separazione dei compiti rende il prodotto modulare. Morpho mette a disposizione la rete del credito, Steakhouse controlla rischio e allocazione, Robinhood Chain cura il regolamento e Robinhood mantiene il rapporto con il consumatore. Ogni componente può quindi evolvere in modo indipendente, permettendo di recepire miglioramenti nei singoli livelli senza ricostruire l’intero sistema. È un’architettura che avvicina la finanza onchain ai modelli componibili tipici delle piattaforme software.
Sul rischio, Frambot esclude che la tecnologia possa eliminarlo: ogni prodotto finanziario comporta esposizioni che devono essere comunicate con trasparenza. Morpho opera come fornitore tecnologico e offre agli integratori strumenti e configurazioni con cui adattare la gestione del rischio alla propria clientela. Robinhood ha aggiunto una polizza assicurativa sottoscritta da Lloyd’s of London e Relm, destinata a coprire determinati guasti tecnici e incidenti di sicurezza, compresi attacchi informatici ed exploit degli smart contract.
Morpho ha inoltre raccolto 175 milioni di dollari in un round co-guidato da Paradigm, a16z crypto e Ribbit. Il capitale servirà soprattutto ad ampliare il team e la funzione go-to-market, mentre sono in corso interlocuzioni con grandi fintech e istituzioni finanziarie tradizionali. Coinbase, Bitwise Asset Management e Société Générale utilizzano già l’infrastruttura. Frambot evita stime a cinque anni, condizionate da regolamentazione e familiarità dei consumatori, ma sul lungo periodo prevede una finanza interamente basata su reti onchain: dopo aver digitalizzato il denaro, stablecoin, vault e reti aperte del credito puntano ora a renderlo produttivo.