OpenAI ha selezionato 14 progetti di ricerca per un programma globale dedicato alle opportunità economiche create dall’intelligenza artificiale e alla capacità delle società di affrontarne rischi e trasformazioni. L’iniziativa distribuirà complessivamente 1 milione di dollari in finanziamenti, pari a circa 1,4 miliardi di won, ai quali potranno aggiungersi fino a un altro milione di dollari in crediti per utilizzare le API dell’azienda.
I progetti saranno condotti in modo indipendente da università e istituzioni attive nella ricerca e nelle politiche pubbliche. Il programma coinvolge cinque regioni: Stati Uniti, Unione europea, Brasile, Singapore e Corea del Sud. Le attività sono organizzate in due filoni. Il primo riguarda le opportunità economiche e punta a individuare modalità con cui lavoratori, imprese e comunità possano condividere gli aumenti di produttività e i benefici prodotti dall’IA. Il secondo è dedicato alla resilienza sociale, dalla sicurezza alla circolazione transfrontaliera delle informazioni, fino all’impiego responsabile dell’IA nelle decisioni pubbliche.
Tra le organizzazioni selezionate figura la Yonsei University, unica istituzione sudcoreana inclusa nel programma. Il suo progetto, intitolato Democratic Accountability with AI, utilizzerà l’intelligenza artificiale per analizzare documenti pubblici, comprese le trascrizioni dell’Assemblea nazionale, e valutare quanto fedelmente il potere legislativo eserciti le proprie funzioni di controllo e supervisione sull’azione del governo.
Il progetto sudcoreano integra anche una misura esplicita di verifica: i risultati analitici generati dall’IA saranno sottoposti al controllo indipendente di più ricercatori. Il passaggio introduce una separazione tra produzione automatizzata dell’analisi e validazione umana, con l’obiettivo di garantirne l’affidabilità. In un ambito delicato come la valutazione dell’attività parlamentare, il modello proposto lega quindi l’uso dell’IA a un processo di verifica indipendente.
I finanziamenti non serviranno soltanto alla preparazione di rapporti o modelli di policy. I partecipanti potranno sviluppare anche prototipi, dataset e framework di valutazione progettati per essere sperimentati in contesti reali. OpenAI ha ricevuto proposte da oltre 400 persone e istituzioni: i soggetti scelti dovranno approfondire la fattibilità delle rispettive soluzioni, stimarne i costi e definire modalità di attuazione responsabili.
Il programma prosegue il percorso avviato con il documento Industrial Policy for the Intelligence Age, presentato da OpenAI a giugno. In quell’occasione, l’azienda aveva annunciato il sostegno a ricerche condotte da istituzioni esterne e indipendenti, chiamate a sperimentare idee di politica pubblica e a elaborare alternative. L’impostazione parte dalla rapida diffusione dell’IA, che richiede nuovi casi d’uso e risposte normative capaci di accompagnare l’evoluzione tecnologica.
OpenAI sostiene che le modalità di impiego dell’intelligenza artificiale debbano emergere dal confronto pubblico democratico, anziché essere determinate esclusivamente dalle aziende tecnologiche. Lee Sang-hyun, responsabile delle relazioni esterne dell’azienda nell’area Asia-Pacifico, ha espresso l’auspicio che i risultati aiutino governi e società a costruire politiche adatte alle condizioni locali e ad ampliare il dibattito sulle opportunità economiche e sulla resilienza nell’era dell’IA.
I progetti avranno una durata di sei mesi e i risultati delle ricerche dovrebbero essere pubblicati nel 2027. Per la Yonsei University, l’obiettivo indicato da Lee Sang-hyun è anche quello di offrire un caso concreto di uso responsabile dell’IA capace di contribuire allo sviluppo dell’Assemblea nazionale e della democrazia sudcoreana. Nel loro insieme, le iniziative metteranno alla prova non soltanto principi generali, ma strumenti, costi e procedure applicabili alle diverse realtà istituzionali.