Meta sta distribuendo un aggiornamento per i suoi smart glasses che disattiverà la fotocamera quando il sistema rileverà una manomissione o la distruzione del LED privacy. La misura arriva dopo una fase di crescente attenzione pubblica sui dispositivi indossabili dell’azienda e punta a contrastare gli interventi dei modder, inclusi quelli che hanno agito fisicamente sul LED, anche perforandolo.
Il punto tecnico è semplice ma centrale per la fiducia nell’uso quotidiano: il LED serve a segnalare quando gli occhiali stanno registrando. Se viene compromesso, la funzione di ripresa non resterà più disponibile. In questo modo Meta prova a spostare la protezione da un avviso visivo facilmente aggirabile a un controllo integrato nel comportamento del dispositivo, legando la fotocamera allo stato del segnale luminoso.
L’azienda aveva già introdotto contromisure contro la copertura del LED. A partire dalla seconda generazione degli occhiali, bloccare la luce con nastro adesivo o altri oggetti attiva un messaggio che chiede all’utente di scoprire l’indicatore di registrazione. Quella soluzione, però, non ha eliminato il problema: diversi modder hanno individuato workaround per superare il controllo, rendendo necessario un intervento più drastico sul funzionamento della camera.
Il tema era stato anticipato da Alex Himel, vicepresidente wearables di Meta, che aveva indicato l’arrivo di un aggiornamento orientato alla privacy dopo il lancio di Meta Glasses più economici e senza branding Ray-Ban. In quella cornice, Himel aveva riconosciuto che l’azienda era consapevole dell’aumento degli usi impropri, in parallelo con una diffusione più ampia dei dispositivi.
La decisione arriva mentre gli occhiali intelligenti di Meta sono al centro di critiche online legate a piani riportati per aggiungere il riconoscimento facciale e a segnalazioni di comportamenti molesti verso giovani donne tramite questi dispositivi. Per una categoria di prodotto che combina camera, microfoni e uso in spazi pubblici, la visibilità del momento di registrazione diventa una condizione pratica di accettabilità sociale, non solo una scelta di design.
Le preoccupazioni si stanno già traducendo in restrizioni. Lo Stato di New York inizierà a vietare gli occhiali con camera in tutte le aule giudiziarie nel corso del mese, seguendo mosse simili adottate dai tribunali di Philadelphia. Anche alcune compagnie di crociera hanno limitato l’uso degli smart glasses nelle aree comuni. Il messaggio per il mercato è netto: quando un dispositivo di consumo entra in luoghi sensibili, le policy delle istituzioni possono arrivare prima della piena maturazione delle norme d’uso.
Per Meta, l’aggiornamento è anche un test sulla governance dei wearable. Gli occhiali intelligenti promettono un’interazione più naturale con contenuti, camera e servizi digitali, ma la loro diffusione dipende dalla capacità di rendere chiaro quando raccolgono dati visivi. Disattivare la fotocamera in caso di manomissione del LED non chiude il dibattito su privacy e sorveglianza, ma fissa un principio operativo: se il segnale di registrazione non è affidabile, la registrazione non deve funzionare.