Manus ha presentato Manus 2.0, una nuova versione del suo agente AI pensata per svolgere attività complesse con maggiore autonomia. Il sistema può cercare informazioni, scrivere codice, creare siti web e presentazioni e usare strumenti digitali di uso comune. L’obiettivo dichiarato dall’azienda è ridurre le istruzioni necessarie per portare a termine un lavoro: l’agente riceve un compito, combina più passaggi e produce un risultato utilizzabile.
Accanto a Manus 2.0 arriva Cue, un’app dedicata alla creazione e all’impiego di agenti personali. A ciascun agente possono essere assegnati un indirizzo email, un numero di telefono e un portafoglio digitale. Sono strumenti che gli permettono di interagire con servizi e persone per conto dell’utente. La proposta sposta così l’attenzione dalla risposta a una richiesta all’esecuzione di attività che, normalmente, richiederebbero di passare da un’applicazione all’altra.
Gli agenti creati con Cue sono progettati per collegarsi a servizi online comuni. Tra gli esempi indicati dall’azienda ci sono ordinare cibo da un ristorante e prenotare un posto in fila mentre l’utente si occupa di altro. Si tratta di commissioni quotidiane nelle quali il valore dell’agente dipende dalla capacità di completare l’azione, evitando una lunga sequenza di richieste e conferme. Il prodotto punta quindi a inserirsi nelle abitudini digitali, oltre che nelle attività di lavoro.
Il motore di questa esperienza è Manus 2.0. Secondo l’azienda, i miglioramenti introdotti dovrebbero consentire agli agenti di affrontare compiti articolati dall’inizio alla fine, dalla raccolta delle informazioni alla produzione di un elaborato. La stessa impostazione copre attività diverse, come la programmazione e la preparazione di materiali pronti all’uso. Per le imprese, un agente capace di attraversare strumenti e fasi successive potrebbe trovare spazio nei processi che oggi richiedono interventi manuali ripetuti.
Manus si era fatta conoscere nel 2025 con una tecnologia rivolta proprio ai lavori complessi. In seguito Meta Platforms ha avviato un’operazione per acquistare la startup per 2 miliardi di dollari, ma ad aprile le autorità cinesi hanno chiesto alle parti di abbandonare la transazione. Manus ha proseguito in modo indipendente e oggi opera da Singapore. Il lancio dei nuovi prodotti arriva dunque dopo un passaggio che avrebbe potuto portare la società all’interno di una delle maggiori piattaforme tecnologiche.
La società sta anche formando un team per sviluppare prodotti destinati al mercato cinese e discute con produttori locali di modelli e altri partner dell’ecosistema. È un percorso distinto dal lancio di Cue, ma amplia il campo in cui Manus intende operare. La possibilità di costruire agenti personali, insieme al lavoro su prodotti per mercati specifici, mostra una strategia che comprende sia la tecnologia alla base degli agenti sia le applicazioni con cui gli utenti possono impiegarli.
Intanto Meta ha lanciato di recente il proprio agente Muse, salito rapidamente nelle classifiche degli app store. La competizione si misura ora anche nell’uso quotidiano: ordinare, prenotare e coordinare servizi offre occasioni concrete per capire se gli agenti diventeranno strumenti abituali. Per chi sviluppa questi prodotti, la permanenza degli utenti e il grado di autonomia raggiunto nelle attività reali influiranno su dove si concentrerà il valore, tra piattaforme, creatori di agenti e servizi collegati.