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Keeper punta al miliardo: gli agenti AI cambiano la sicurezza

Keeper Security supera 225 milioni di dollari di ARR, spinta da KeeperPAM e dalla domanda di protezione per identità umane, macchine e agenti AI.

10 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Keeper punta al miliardo: gli agenti AI cambiano la sicurezza
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Keeper Security ha superato i 225 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annuali, più che triplicando l’ARR rispetto al 2021. La crescita fotografa l’espansione della società nel mercato della sicurezza delle identità, mentre imprese e amministrazioni devono gestire un numero crescente di credenziali associate non soltanto alle persone, ma anche a macchine, applicazioni e sistemi autonomi.

La piattaforma di Keeper, costruita sui principi zero-trust e zero-knowledge, protegge oltre 95.000 organizzazioni, comprese aziende Fortune 500 e agenzie del settore pubblico. La società dichiara di acquisire in media 850 nuove organizzazioni ogni mese e di crescere a un ritmo superiore a quattro volte la media del comparto. Gartner l’ha indicata come il secondo fornitore di software di sicurezza con la crescita più rapida a livello globale nel 2025, alle spalle di Google, nella sua analisi di mercato pubblicata a maggio 2026.

Una parte consistente dell’accelerazione è legata a KeeperPAM, soluzione di privileged access management lanciata nel febbraio 2025. Il prodotto riunisce in un’unica piattaforma cloud-native la gestione di password e passkey, i sistemi per proteggere i segreti, il controllo delle sessioni privilegiate e la gestione dei privilegi sugli endpoint. Dall’esordio, i ricavi di KeeperPAM sono aumentati di dieci volte su base annua, mentre in 15 mesi l’azienda ha aggiunto oltre 400 funzionalità e prodotti.

Keeper Security ha più che triplicato l’ARR rispetto al 2021

L’architettura è pensata per coprire identità umane e identità non umane: account di servizio, identità macchina, database, agenti AI e carichi di lavoro agentici. Keeper cita analisi di settore secondo cui queste identità superano ormai quelle umane con un rapporto di 150 a 1. La loro proliferazione amplia le superfici di attacco e aumenta la complessità operativa per le imprese che introducono l’intelligenza artificiale su larga scala.

Per Darren Guccione, amministratore delegato e cofondatore di Keeper Security, la diffusione di agenti AI e sistemi autonomi sta facendo crescere esponenzialmente il numero di identità privilegiate e credenziali macchina. Le organizzazioni, ha spiegato, hanno bisogno di una piattaforma moderna e unificata capace di proteggere ogni identità e governare ciascuna interazione privilegiata. L’andamento della società rifletterebbe quindi una domanda orientata verso strumenti progettati specificamente per questi nuovi rischi.

Le identità non umane superano quelle umane con un rapporto di 150 a 1

Anche Craig Lurey, direttore tecnologico e cofondatore, segnala lacune nella governance aziendale dell’intelligenza artificiale. Agenti autonomi, modelli linguistici di frontiera e flussi machine-to-machine sono già attivi negli ambienti d’impresa, ma spesso operano senza adeguati controlli degli accessi, gestione dei segreti e regole di supervisione. La strategia AI-native identity security di Keeper estende a questi ambienti le funzioni di password management, secrets management, controllo delle sessioni privilegiate, gestione dei database e dei privilegi endpoint.

La traiettoria indicata punta a un miliardo di dollari di ARR

L’obiettivo operativo è consentire alle organizzazioni di adottare una sicurezza identity-first, ottenendo visibilità e governance sull’intero ecosistema delle credenziali e applicando controlli basati sul principio del privilegio minimo. Sul piano finanziario, Keeper descrive una posizione caratterizzata da crescita, redditività e assenza di debito. Guccione ha indicato un percorso accelerato verso 1 miliardo di dollari di ARR e ha collegato questa traiettoria, insieme alla roadmap tecnologica, alla possibilità di una futura offerta pubblica. La corsa ai ricavi si intreccia così con una trasformazione della cybersicurezza: proteggere gli utenti non basta più quando software e agenti autonomi acquisiscono identità, credenziali e accessi propri.

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