Keeper Security ha superato i 225 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annuali, più che triplicando l’ARR rispetto al 2021. La crescita fotografa l’espansione della società nel mercato della sicurezza delle identità, mentre imprese e amministrazioni devono gestire un numero crescente di credenziali associate non soltanto alle persone, ma anche a macchine, applicazioni e sistemi autonomi.
La piattaforma di Keeper, costruita sui principi zero-trust e zero-knowledge, protegge oltre 95.000 organizzazioni, comprese aziende Fortune 500 e agenzie del settore pubblico. La società dichiara di acquisire in media 850 nuove organizzazioni ogni mese e di crescere a un ritmo superiore a quattro volte la media del comparto. Gartner l’ha indicata come il secondo fornitore di software di sicurezza con la crescita più rapida a livello globale nel 2025, alle spalle di Google, nella sua analisi di mercato pubblicata a maggio 2026.
Una parte consistente dell’accelerazione è legata a KeeperPAM, soluzione di privileged access management lanciata nel febbraio 2025. Il prodotto riunisce in un’unica piattaforma cloud-native la gestione di password e passkey, i sistemi per proteggere i segreti, il controllo delle sessioni privilegiate e la gestione dei privilegi sugli endpoint. Dall’esordio, i ricavi di KeeperPAM sono aumentati di dieci volte su base annua, mentre in 15 mesi l’azienda ha aggiunto oltre 400 funzionalità e prodotti.
L’architettura è pensata per coprire identità umane e identità non umane: account di servizio, identità macchina, database, agenti AI e carichi di lavoro agentici. Keeper cita analisi di settore secondo cui queste identità superano ormai quelle umane con un rapporto di 150 a 1. La loro proliferazione amplia le superfici di attacco e aumenta la complessità operativa per le imprese che introducono l’intelligenza artificiale su larga scala.
Per Darren Guccione, amministratore delegato e cofondatore di Keeper Security, la diffusione di agenti AI e sistemi autonomi sta facendo crescere esponenzialmente il numero di identità privilegiate e credenziali macchina. Le organizzazioni, ha spiegato, hanno bisogno di una piattaforma moderna e unificata capace di proteggere ogni identità e governare ciascuna interazione privilegiata. L’andamento della società rifletterebbe quindi una domanda orientata verso strumenti progettati specificamente per questi nuovi rischi.
Anche Craig Lurey, direttore tecnologico e cofondatore, segnala lacune nella governance aziendale dell’intelligenza artificiale. Agenti autonomi, modelli linguistici di frontiera e flussi machine-to-machine sono già attivi negli ambienti d’impresa, ma spesso operano senza adeguati controlli degli accessi, gestione dei segreti e regole di supervisione. La strategia AI-native identity security di Keeper estende a questi ambienti le funzioni di password management, secrets management, controllo delle sessioni privilegiate, gestione dei database e dei privilegi endpoint.
L’obiettivo operativo è consentire alle organizzazioni di adottare una sicurezza identity-first, ottenendo visibilità e governance sull’intero ecosistema delle credenziali e applicando controlli basati sul principio del privilegio minimo. Sul piano finanziario, Keeper descrive una posizione caratterizzata da crescita, redditività e assenza di debito. Guccione ha indicato un percorso accelerato verso 1 miliardo di dollari di ARR e ha collegato questa traiettoria, insieme alla roadmap tecnologica, alla possibilità di una futura offerta pubblica. La corsa ai ricavi si intreccia così con una trasformazione della cybersicurezza: proteggere gli utenti non basta più quando software e agenti autonomi acquisiscono identità, credenziali e accessi propri.