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Il DOJ indaga Andreessen Horowitz sui board concorrenti

Il Dipartimento di Giustizia esamina i posti di a16z nei board di Databricks e Fivetran, società diventate concorrenti dopo l’investimento.

19 ago 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Il DOJ indaga Andreessen Horowitz sui board concorrenti
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Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha avviato un’indagine su Andreessen Horowitz per la presenza di suoi partner nei consigli di amministrazione di aziende concorrenti. L’istruttoria, in corso da quasi un anno, si concentra sui posti occupati dalla società di venture capital nei board di Databricks e Fivetran, due imprese che oggi si sovrappongono nel mercato delle infrastrutture per la gestione e il trasferimento dei dati.

Al centro dell’esame ci sono il cofondatore di a16z Ben Horowitz, consigliere di Databricks, e il partner Martin Casado, presente nel board di Fivetran. Databricks ha raggiunto una valutazione di 190 miliardi di dollari, mentre Fivetran si è combinata con dbt Labs a giugno. La configurazione ha attirato l’attenzione delle autorità perché i due incarichi fanno capo a esponenti della stessa società d’investimento.

La notizia ha sorpreso diversi venture capitalist. Quando a16z investì nelle due startup, Databricks e Fivetran non erano considerate concorrenti dirette, secondo un altro investitore di Databricks rimasto anonimo. La sovrapposizione è emersa con l’evoluzione dei prodotti: Databricks, conosciuta soprattutto per le proprie soluzioni di archiviazione nel cloud, ha esteso le attività attraverso Lakeflow, entrando nei segmenti delle pipeline di dati per l’intelligenza artificiale e dei connettori applicativi.

La concorrenza tra Databricks e Fivetran è emersa dopo gli investimenti di a16z

Proprio i connettori e lo spostamento automatizzato dei dati rappresentano il principale ambito operativo di Fivetran. Il passaggio da società complementari a potenziali rivali riflette una dinamica frequente nel venture capital: i fondi sostengono centinaia di imprese, mentre le startup modificano i prodotti, ampliano il mercato indirizzabile o cambiano strategia. Nel tempo, portafogli inizialmente privi di conflitti possono quindi generare una sovrapposizione competitiva non prevista al momento dell’investimento.

Finanziare rivali diretti è diventato più accettato nel settore, come mostra la presenza di numerosi investitori sia in Anthropic sia in OpenAI. Un posto nel consiglio di amministrazione introduce però un livello di conflitto più delicato. I consiglieri possono accedere a informazioni strategiche e riservate molto più approfondite rispetto a quelle normalmente disponibili agli investitori che non partecipano al board, dalle priorità di prodotto alle decisioni commerciali.

Un posto nel board offre accesso a informazioni strategiche particolarmente sensibili

Una soluzione ordinaria consiste nelle dimissioni di un partner da uno dei consigli. Nel caso esaminato, tuttavia, Databricks e Fivetran hanno nei rispettivi board due persone differenti di a16z. Un investitore ha indicato la possibilità di istituire una cosiddetta Chinese wall tra Horowitz e Casado, impedendo ai due partner di condividere informazioni confidenziali sulle società. Resta da stabilire se una barriera interna di questo tipo sia sufficiente rispetto ai vincoli considerati dall’autorità.

L’indagine richiama la Sezione 8 del Clayton Act, norma risalente a 112 anni fa che vieta a una persona o a un’entità di sedere nei consigli di amministrazione di imprese concorrenti. I regolatori hanno applicato raramente questa disposizione al venture capital, motivo per cui il settore segue da vicino l’azione del DOJ. Il procedimento potrebbe chiarire come la regola debba operare quando la concorrenza nasce dopo gli investimenti e non esisteva al momento dell’ingresso del fondo.

L’indagine potrebbe ridefinire il valore dei grandi investitori nei consigli

Se a16z fosse costretta a rinunciare a uno dei due incarichi, anche il valore attribuito dai fondatori alla presenza dei grandi fondi nei board potrebbe cambiare: un investitore di primo piano potrebbe dover lasciare il consiglio qualora una futura espansione del portafoglio producesse un conflitto. Andreessen Horowitz non ha risposto immediatamente alle richieste di commento, mentre Databricks e il DOJ hanno rifiutato di commentare. L’esito definirà il margine concesso ai fondi quando le traiettorie delle partecipate finiscono per convergere.

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