Honor ha presentato in Cina la nuova serie Magic 9, guidata dal Magic 9 Pro Max. Il dato che spicca è la batteria da 8.800 mAh, inserita in uno smartphone che rinnova anche il comparto fotografico. Il modello combina due fotocamere da 200 megapixel, strumenti video sviluppati con Arri e un'isola posteriore ridisegnata. È il primo lancio di un flagship Honor, se si esclude il Robot Phone, da quando l'azienda ha annunciato la collaborazione con lo specialista delle cineprese.
La presenza di Arri si vede già nel design. L'isola delle fotocamere prende spunto dalla torretta a tre obiettivi introdotta con la Arriflex 35 nel 1937; attorno all'obiettivo principale compare una finitura zigrinata. Il richiamo alle cineprese storiche accompagna così una scelta progettuale che Honor collega anche allo spazio disponibile all'interno del telefono. La collaborazione, però, va oltre l'aspetto esterno e riguarda le modalità con cui il dispositivo registra e tratta le immagini in movimento.
Per le riprese video arriva il supporto ad Arri LogC3, affiancato da 14 LUT Arri Look preimpostate. Sono disponibili anche le LUT della più ampia libreria Arri, comprese quelle realizzate da terze parti, e il codec APV a 10 bit 4:2:2. La combinazione offre a chi gira e lavora i filmati sul colore più opzioni di acquisizione e di resa visiva. Sono funzioni legate alla collaborazione con Arri, che Honor porta sul telefono insieme ai nuovi componenti fotografici.
La fotocamera principale usa un sensore di tipo 1/1,28 pollici e ha una risoluzione di 200 megapixel. La stessa risoluzione è prevista per il teleobiettivo con ingrandimento 3,5x, abbinato a un sensore di tipo 1/1,4 pollici. Completa il gruppo una fotocamera ultragrandangolare da 50 megapixel, che dispone solo di parte delle funzioni Arri Cinema Mode. Honor distribuisce quindi le risoluzioni più elevate tra l'obiettivo principale e quello destinato alle riprese da lontano, mentre la collaborazione con Arri aggiunge strumenti rivolti soprattutto al video.
Anche l'audio entra nella proposta per le riprese: il telefono integra un microfono direzionale descritto da Honor come di livello cinematografico. Sul fronte compare invece una fotocamera per selfie dal formato quadrato, capace di acquisire immagini sia in verticale sia in orizzontale, con un funzionamento paragonato a Center Stage di Apple. Sono due soluzioni per momenti diversi della registrazione: la prima riguarda il suono raccolto durante un video, la seconda lascia scegliere l'orientamento dell'inquadratura frontale senza vincolarlo alla posizione del telefono.
Honor sostiene che l'isola fotografica più larga usi lo spazio in modo più efficiente e lasci posto alla grande batteria. Nella composizione di quest'ultima, il contenuto di silicio arriva fino al 40%. Il rapporto tra disposizione delle fotocamere e capacità energetica è uno degli aspetti centrali del progetto: il modulo posteriore ospita sensori di grandi dimensioni, mentre la struttura interna deve accogliere una batteria da 8.800 mAh. Honor presenta le due scelte come parti dello stesso lavoro di progettazione.
A gestire il dispositivo è lo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6. La scelta della versione Extreme ha attirato attenzione perché Magic 9 Pro Max non supporta la registrazione video 8K a 60 fotogrammi al secondo o 4K a 240 fotogrammi al secondo consentita dal chip. Interpellata sul punto, Honor ha spiegato di aver puntato a un'esperienza flagship completa e coerente, anziché a un singolo risultato nei benchmark. La serie debutta in Cina; l'azienda ha confermato che è previsto anche un lancio internazionale.