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Google testa sitelink in lista negli annunci mobile

Google sperimenta una disposizione in lista dei sitelink negli annunci della ricerca mobile. Il test cambia la visibilità dei collegamenti sotto l'inserzione.

02 ott 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Google testa sitelink in lista negli annunci mobile
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Google sta testando una nuova disposizione dei sitelink negli annunci mostrati nei risultati di ricerca su smartphone. Nel formato osservato, ogni collegamento occupa una riga separata, con un margine verticale scuro sul lato sinistro e testo nero. Il risultato è un blocco più simile a una lista: i link si distinguono tra loro e dal resto dell'annuncio con maggiore nettezza. A individuare il cambiamento nei risultati mobile è stato l'esperto di marketing digitale Brodie Clark, che lo ha descritto come una nuova visualizzazione dei sitelink per gli annunci testuali.

I sitelink sono collegamenti aggiuntivi che possono comparire sotto un'inserzione e portare a pagine diverse del sito dell'inserzionista. In Google Ads sono chiamati «asset sitelink»: chi gestisce la campagna ne sceglie il testo e l'URL di destinazione. Il loro spazio, però, dipende anche dal modo in cui l'annuncio viene presentato. Su uno schermo piccolo, mettere ciascun link su una riga può renderne più immediata la lettura per chi scorre rapidamente i risultati e modificare quali pagine attirano per prime l'attenzione.

Le indicazioni di Google prevedono che, sui dispositivi mobili, un annuncio abbia almeno due sitelink per mostrarli e che ne possano apparire fino a otto in una singola inserzione. I collegamenti possono essere disposti verticalmente oppure su due righe orizzontali. La prova osservata riguarda quindi una delle possibili presentazioni di un elemento già disponibile agli inserzionisti, non una nuova destinazione o un diverso tipo di collegamento. Clark ha segnalato in particolare il testo più scuro e il margine aggiunto a sinistra.

Nel test, ogni sitelink occupa una riga distinta sotto l'annuncio mobile.

La scelta delle parole continua ad avere un peso pratico. Google non mostra sitelink con testi uguali o troppo simili: se più collegamenti descrivono quasi la stessa cosa, parte delle opzioni preparate dall'inserzionista potrebbe non comparire. Con una disposizione riga per riga, le differenze tra le etichette diventano ancora più visibili. Testi distinti e pagine di destinazione pertinenti aiutano gli utenti a capire dove li porterà ciascun tocco, soprattutto quando i collegamenti ricevono uno spazio autonomo sotto l'annuncio.

Anche l'organizzazione degli asset nell'account può incidere su ciò che appare. Secondo le indicazioni di Google Ads, i sitelink creati a un livello superiore possono essere mostrati insieme a quelli impostati a livelli inferiori, quando il sistema prevede risultati migliori. Per le imprese, questo significa che la resa dell'inserzione dipende sia dai collegamenti preparati per una campagna sia dalle combinazioni che la piattaforma può proporre. Un formato in lista renderebbe tali combinazioni più facili da distinguere a colpo d'occhio.

Una lista più leggibile può cambiare quale pagina attira per prima l'attenzione.

Per gli inserzionisti, la possibile conseguenza riguarda la distribuzione dei clic fra le pagine. Un collegamento particolarmente attraente potrebbe emergere quando ha una riga tutta sua; una serie di link pensati per essere letti insieme potrebbe invece produrre un'impressione diversa. Chi segue con regolarità la percentuale di clic può quindi tenere presente la presentazione dell'annuncio quando interpreta una variazione dei risultati, anche se testi, URL e impostazioni dell'account sono rimasti gli stessi. La prova osservata riguarda gli annunci testuali nella ricerca mobile.

Testi distinti aiutano gli utenti a scegliere tra i collegamenti dell'inserzione.

Google non ha commentato il test né annunciato se il formato sarà distribuito più ampiamente. Nell'attesa, il lavoro più concreto per chi gestisce campagne resta rendere ogni sitelink riconoscibile e collegarlo a una pagina utile da smartphone. La sperimentazione mostra quanto la disposizione di asset già esistenti possa cambiare la lettura di un annuncio: pochi pixel e una riga separata possono spostare l'attenzione da un collegamento all'altro.

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