DXC Technology ha annunciato il 13 ottobre 2026 una partnership con LangChain per estendere l’impiego degli agenti AI nelle infrastrutture IT critiche delle imprese. Al centro dell’accordo c’è OASIS, la piattaforma di orchestrazione di DXC già in produzione, la cui espansione punta a raggiungere 125 ambienti cliente in settori regolamentati e in diverse aree geografiche. L’obiettivo è portare gli agenti nelle operazioni quotidiane mantenendo regole di governo, tracciabilità e supervisione umana.
I risultati comunicati da DXC riguardano oltre 500 casi d’uso misurati: secondo Dan Gray, presidente dei Global Infrastructure Services, OASIS ha ridotto mediamente del 95% i tempi di risoluzione, con un’accuratezza diagnostica almeno del 92%, verificata rispetto al giudizio di ingegneri senior. Negli esempi di produzione, gli incidenti del filesystem sono passati da 53–90 minuti a 3–6 minuti; quelli sulle prestazioni dei database da 2–3 ore a 5–12 minuti. La gestione di problemi complessi, prima estesa su 2–6 giorni, richiede ora 8–10 minuti.
DXC utilizzava già LangGraph all’interno della piattaforma. Il framework open source gestisce l’orchestrazione, la delega dei compiti, lo stato dei processi e i flussi che prevedono l’intervento delle persone. Con l’accordo, l’azienda acquisisce anche una licenza di LangSmith, destinato allo sviluppo, alla valutazione e all’osservabilità degli agenti. Le due componenti consentono di seguire il ciclo operativo degli agenti, dalla costruzione alla verifica dei risultati, alimentando un miglioramento continuo. Per Gray, i soli modelli non bastano a trasformare il modo in cui le imprese gestiscono le tecnologie più critiche.
Presentata il 28 aprile 2026, OASIS combina competenze umane e AI agentica in un modello di servizi gestiti che sposta l’erogazione dal supporto reattivo alle operazioni in tempo reale. La piattaforma si colloca sopra gli strumenti già presenti nell’organizzazione: la documentazione cita ServiceNow e Dynatrace tra i sistemi collegabili senza sostituirli. Gli agenti rispondono agli eventi operativi, indagano sui problemi in parallelo e attivano competenze specialistiche nei diversi domini tecnologici, coinvolgendo gli esperti quando servono giudizio o approvazione.
La governance determina quanto gli agenti possono agire autonomamente. Le azioni vengono valutate in base a reversibilità, impatto, verificabilità e risultati precedenti dell’agente; quelle sensibili possono essere sospese prima dell’esecuzione per ottenere un’approvazione umana. Decisioni, chiamate agli strumenti ed esiti vengono tracciati, mentre i controlli di accesso tengono conto dei ruoli. DXC descrive un’autonomia progressiva, ampliabile o restringibile a qualsiasi livello: l’intervento umano entra così nel processo operativo nei passaggi che richiedono una decisione o un’autorizzazione.
A orientare gli agenti è anche il contesto aziendale. OASIS permette di utilizzare informazioni specifiche dei sistemi e dei clienti, competenze operative di DXC e documentazione dei fornitori. Il ragionamento può quindi poggiare sui requisiti dell’ambiente in cui l’agente lavora, oltre che sulle conoscenze generali del modello. Julia Schottenstein, direttrice operativa di LangChain, indica tra le caratteristiche delle imprese più avanzate il controllo della propria architettura agentica: adattamento alle esigenze del business, utilizzo del contesto proprietario e costruzione di meccanismi di governance e miglioramento continuo.
DXC definisce la piattaforma model agnostic e interoperabile con sistemi di terze parti o di proprietà dei clienti. Le organizzazioni possono scegliere modelli diversi per carichi di lavoro diversi, considerando qualità, costo, latenza e privacy. Le informazioni raccolte durante l’esecuzione degli agenti tornano nel sistema per migliorarne le prestazioni; le lezioni ricavate dai singoli scenari vengono incorporate progressivamente nel funzionamento complessivo. La scelta dei modelli e il perfezionamento degli agenti diventano quindi attività continuative della gestione IT.
Sul fronte dell’implementazione, DXC dichiara che OASIS può operare in cloud pubblico, privato e sovrano, oltre che in ambienti dedicati, senza riprogettare l’architettura sottostante. I clienti mantengono il controllo dei dati, dei flussi di lavoro e delle capacità operative sviluppate sulla piattaforma. Le due aziende hanno inoltre raccolto l’approccio nel white paper tecnico “DXC OASIS: The Harness for Mission-Critical IT Operations”, dedicato al passaggio degli agenti in produzione con responsabilità definite e supervisione umana.