DigitalOcean ha lanciato in anteprima pubblica Managed Agents, un’infrastruttura cloud gestita per eseguire agenti AI. Il servizio combina ambienti isolati basati su microVM, accesso controllato agli strumenti esterni e inferenza AI serverless. La proposta riguarda il lavoro che circonda l’agente: mantenerne disponibili il contesto e i risultati, coordinarne le attività e predisporre le risorse necessarie alla sua esecuzione.
Per gli sviluppatori, queste attività possono richiedere interventi sull’infrastruttura prima ancora che l’agente inizi a lavorare. Occorre conservare gli artefatti oltre la sessione che li ha creati, gestire più lavori in parallelo e proteggere l’accesso agli strumenti. A questo si aggiungono la capacità di calcolo da tenere pronta per avvii rapidi e la configurazione delle risorse richieste di volta in volta. DigitalOcean riunisce queste funzioni in due servizi integrati: Harness Runtime e Action Gateway.
Il primo offre agli agenti ambienti di calcolo persistenti e isolati, costruiti su microVM leggere. Supporta diversi sistemi per eseguire agenti, tra cui quelli per la programmazione Claude Code, Codex CLI e OpenCode. Comprende anche agenti generalisti come Hermes e agenti personalizzati realizzati con LangGraph. Per un team di sviluppo, la possibilità di usare sistemi diversi nello stesso ambiente gestito rende la scelta dell’agente meno legata alla preparazione delle macchine su cui farlo funzionare.
Nel runtime, la cronologia delle conversazioni e lo stato del lavoro possono sopravvivere alla singola sessione. Una sessione può essere sospesa, ripresa o ramificata, così da proseguire da uno stato già raggiunto. È prevista anche la sospensione automatica quando l’agente è inattivo, cioè quando non sono in corso chiamate a un modello linguistico o a uno strumento. Questa gestione permette di conservare il lavoro svolto senza mantenere continuamente attiva l’esecuzione dell’agente.
Ogni sessione utilizza risorse di calcolo e archiviazione protette. Gli sviluppatori possono collegare gli agenti a servizi interni senza renderli pubblicamente accessibili. Le sessioni possono inoltre partire in parallelo su repository e attività differenti, per dividere un lavoro fra più agenti o farli collaborare. DigitalOcean prende così in carico esecuzione, persistenza e infrastruttura sottostante, mentre chi sviluppa definisce i compiti e il modo in cui gli agenti devono portarli avanti.
Per interagire con sistemi esterni interviene l’Action Gateway. Il servizio espone agli agenti un unico endpoint MCP e mette a disposizione oltre 16.000 strumenti. Tra questi figurano ricerca e recupero di contenuti dal web, automazione del browser e API per gestire l’infrastruttura DigitalOcean. Sono previsti anche connettori per piattaforme come GitHub, HubSpot e Stripe. L’accesso agli strumenti entra quindi nello stesso impianto gestito che ospita le sessioni degli agenti.
Il gateway consente di stabilire centralmente quali strumenti e azioni siano disponibili per ciascun agente e richiede approvazione umana per le operazioni sensibili. Per gestire più agenti che utilizzano sistemi esterni, prevede limiti alla frequenza delle richieste, nuovi tentativi in caso di errore, attese progressive e timeout. Sono controlli che incidono sul funzionamento quotidiano degli agenti: quando eseguono attività in parallelo, condividono anche i vincoli e la disponibilità dei servizi a cui si collegano.
Commentando il lancio, Elvis Saravia, già ingegnere AI di Meta e ora impegnato in Dair.ai, ha apprezzato l’attenzione a prestazioni e riduzione dei costi, osservando che altre piattaforme di gestione degli agenti possono risultare troppo onerose per l’uso in produzione. Ryan Martin, architetto di piattaforma e fondatore di Seaotter, ha indicato nella sospensione degli agenti inattivi e nel controllo degli strumenti una combinazione adatta a crescere di scala. Nello stesso periodo è arrivato Docker Cloud Sandboxes: entrambe le offerte prevedono isolamento tramite microVM e persistenza, ma DigitalOcean concentra la propria proposta sull’infrastruttura di produzione, con più funzioni di orchestrazione e accesso agli strumenti.