Anthropic porta Claude Cowork oltre il desktop. La piattaforma di lavoro basata su agenti, finora disponibile come applicazione per Windows e macOS, entra in beta anche sul web e sugli smartphone, con un primo accesso riservato agli abbonati del piano Claude Max. Il cambio di perimetro sposta l’esperienza da strumento installato sul computer a ambiente operativo distribuito, pensato per seguire attività lunghe e articolate anche fuori dalla postazione principale.
La novità riguarda in particolare la gestione di task IA di lunga durata e a più passaggi, che ora possono essere avviati e controllati anche da iOS e Android. Il rilascio avverrà in modo graduale nelle prossime settimane. Anthropic ha indicato che la funzione arriverà più avanti anche su altri livelli di abbonamento, senza però fornire una tempistica precisa. Il cuore dell’aggiornamento è la sincronizzazione cross-device: un flusso può partire da un PC, essere monitorato dallo smartphone durante uno spostamento e poi ripreso da un altro dispositivo collegato.
Il passaggio tecnico più significativo è l’esecuzione predefinita dei task sui server Anthropic, invece che sul dispositivo locale. In pratica, un workflow può continuare anche se il computer viene spento o resta offline. Gli esempi indicati dall’azienda descrivono bene il tipo di utilizzo previsto: riassumere conversazioni email durante la notte, analizzare le ultime notizie di settore o preparare documenti di briefing estesi. È un’evoluzione della logica di Cowork dopo l’introduzione di Claude Tag, iniziativa orientata alla collaborazione nei flussi di lavoro su Slack.
In parallelo al rilascio multipiattaforma, Anthropic ha pubblicato dati interni d’uso basati sull’analisi di 1,2 milioni di sessioni anonimizzate provenienti da oltre 600.000 aziende. Il quadro che emerge ridimensiona l’idea che gli agenti IA siano uno strumento prevalentemente per sviluppatori software: solo l’8,7% delle sessioni Cowork attive era dedicato ad attività di programmazione. La quota dominante riguarda invece il lavoro della conoscenza tradizionale, quello fatto di documenti, aggiornamenti, sintesi, riconciliazioni e coordinamento operativo.
Le attività amministrative quotidiane rappresentano la porzione più ampia, con il 33,4% delle sessioni: riconciliare spese, consolidare aggiornamenti sparsi tra team e mettere ordine in informazioni distribuite sono casi d’uso centrali. Seguono la scrittura generale e la produzione di contenuti, al 16,4%. Per le imprese, il dato suggerisce che gli agenti stanno cercando spazio non solo nei reparti tecnici, ma nelle funzioni che assorbono molte ore in microprocessi ripetitivi, spesso trasversali a più strumenti e persone.
L’apertura a web e mobile non elimina però tutti i vincoli del desktop. L’accesso ai file locali e il controllo del browser richiedono ancora che l’app Claude per desktop sia in esecuzione in background. Per workflow estesi che coinvolgono documenti presenti sul computer, Anthropic raccomanda quindi di mantenere aperto il client desktop, anche quando il task viene avviato o monitorato da smartphone o browser. L’automazione resta inoltre presidiata da meccanismi di conferma: se Claude raggiunge un passaggio che richiede una decisione umana, o se sta per essere inviata un’email, la piattaforma manda una notifica sullo smartphone e chiede un’approvazione esplicita.
Claude Cowork per web e dispositivi mobili è inizialmente disponibile per gli utenti Claude Max, piano che parte da 90 euro al mese, ed è accessibile dalla homepage di claude.ai e dalla barra laterale delle app Claude per iOS e Android. Chi utilizza piani meno costosi può comunque accedere a Claude Sonnet 5, modello che secondo Anthropic si avvicina al livello di Opus 4.8. La direzione è chiara: gli agenti IA non restano confinati in una finestra desktop, ma diventano processi persistenti, supervisionabili e distribuiti tra i dispositivi usati nel lavoro quotidiano.